Pubblico e privato uniti per Lugano Airport

Da qualche settimana a Lugano si discute nuovamente dell’aeroporto di Lugano-Agno (LASA), l’aeroporto di della Svizzera italiana. Ben vengano discussioni costruttive che portano sicuramente interesse e attenzione attorno al tema dell’aviazione nel Canton Ticino.
LASA è una solida realtà che, per dirla chiaramente, porta lavoro direttamente a 82 persone ed indirettamente ad altre 400. Con un budget di 13 milioni annui e un indotto diretto ed indiretto di 200 milioni l’aeroporto è una realtà economica, sociale e qualificante per l’intero Cantone. LASA rappresenta, in altri termini, un datore di lavoro importante, solido e serio per decine di famiglie con posti di lavoro di qualità e salari più che buoni.
Il messaggio municipale per il definitivo rilancio di LASA passerà, come sappiamo, dalla votazione nel Consiglio comunale di Lugano verso l’autunno. Tale messaggio prevede nuovi investimenti per 20 milioni di franchi. Da un lato per acquistare terreni e sedimi adiacenti all’aeroporto di proprietà, attualmente, di terzi e dall’altro lato per la costruzione di nuovi e più moderni hangar. Nel messaggio è pure prevista la nuova modalità di gestione che prevede una SA immobiliare proprietaria dei terreni e una SA di gestione (l’attuale LASA sostanzialmente) che gestisca l’attività aeronautica. Si tratta, in altri termini, di un partenariato pubblico-privato (PPP) di gestione. Tale modello è già presente da anni nel panorama pubblico svizzero (penso ad esempio agli stadi di calcio di Berna, Basilea e Neuchâtel). Il PPP permette di creare una collaborazione – e non una competizione come taluni erroneamente credono – con degli enti privati. Permette soprattutto di sgravare, a livello economico, le finanze pubbliche. L’aspetto più interessante è che non si tratta di una privatizzazione, con la conseguente perdita di potere decisionale da parte dell’ente pubblico. Infatti l’ente pubblico continua a mantenere la regia ed a prendere le scelte operative e strategiche più importanti.
LASA deve poi essere considerata, al pari del Festival del Film di Locarno, del Rabadan di Bellinzona, del LAC, uno strumento importante nell’ottica dello sviluppo economico cantonale. Turisti, uomini di affari, società, imprenditori, optano per la meta «Lugano» perché c’è un aeroporto funzionale alle loro esigenze. Da 37 anni, inoltre, LASA garantisce regolari voli di linea ed è inserita nel sistema di prenotazione mondiale (agenzie di viaggio, tour operator, portali web, ecc.). Lecito porsi una domanda: il PIL cantonale, gli occupati, la popolazione, il numero di imprese e di industrie nel Sotto e nel Sopra Ceneri, alcune regioni (in primis penso alla Valle del Vedeggio) del cantone si sarebbero sviluppati così tanto anche senza l’aeroporto di Lugano-Agno?
L’aviazione, dopo le prime liberalizzazioni nel settore da parte di Carter e Reagan negli Stati Uniti, ha subito enormi e continue evoluzioni. Basti pensare cosa è successo da 30 anni a questa parte. Deregolamentazione del settore, accordi bilaterali, fallimento della Swissair, liquidazione di Crossair, creazione di Swiss e di Darwin, acquisizione di Swiss da parte di Lufthansa e quella più recente di Darwin da parte di Etihad Regional, eccetera. Tutto questo ha inciso profondamente sulle tariffe aeree che si sono effettivamente dimezzate a favore degli utenti del trasporto aereo. Ma LASA, lo sappiamo, non è Malpensa e non è Zurigo. Non ha, in sostanza, la capacità di attrarre compagnie aeree low cost (con anche, ogni tanto, i disagi che ne conseguono volando con queste compagnie aeree …). LASA è tuttavia una realtà solida e un servizio pubblico a disposizione dei ticinesi (e non solo). Qualche sacrificio, ogni tanto, per il bene e l’immagine di Lugano e del Cantone si dovrà pur fare. Anche perché i numeri dimostrano che LASA funziona. E funziona bene.
La collaborazione pubblico-privato è necessaria. Necessaria proprio per poter continuare ad avere la presenza dell’aeroporto di Lugano-Agno, l’aeroporto della Svizzera italiana. Ne beneficeremo tutti, sia nel Sotto, sia nel Sopraceneri. Crediamoci!
Tobiolo Gianella
Fonte: Corriere del Ticino 08/06/2017