Agno Spazio ai monomotori di linea

Turboelica come il PC-12 potranno essere utilizzati per trasporti pubblici regolari Gli operatori all’aeroporto e i passeggeri la ritengono un’interessante opportunità

ANDREA ARTONI

 

All’aeroporto di Lugano Agno, nei prossimi mesi, i passeggeri potrebbero trovare nuove opportunità per viaggiare con una più ampia scelta di destinazioni. Ciò sarà possibile perché il 2 marzo scorso l’Unione europea ha sancito la normativa definita dall’EASA (l’autorità europea per l’aviazione civile), che consente l’utilizzo di monomotori turboelica per il trasporto pubblico di passeggeri anche nell’esercizio di servizi regolari di linea (non solo aerotaxi).

L’impatto di questa novità su un piccolo aeroporto regionale qual è Lugano (ma ciò potrebbe valere anche per Locarno) potrebbe dirsi epocale. Infatti non è più necessario disporre di aerei da trenta o più posti per fornire un servizio regolare di linea efficiente per i passeggeri e redditizio per l’impresa. Anzi, sarà possibile attagliare meglio l’offerta alla domanda di trasporto aereo e per soddisfare questa domanda potranno farsi avanti varie compagnie in concorrenza fra loro e/o in qualche modo correlate alle uniche due attualmente operanti: Etihad Regional e Swiss.

Mentre la prima, per bocca del CEO (e comandante) Maurizio Merlo (un veterano delle operazioni aeree a Lugano Agno), si dimostra aperta a discutere le possibili opzioni presentate da ogni possibile nuovo interlocutore sulla piazza, Swiss afferma di non essere interessata all’argomento.

La differenza d’atteggiamento è probabilmente dovuta alle diverse culture di una compagnia regionale storicamente radicata nel territorio («Testa nell’aria e piedi per terra», sorride Merlo: «Ciò che conta è quanto, alla fine, risulta il costo per posto passeggero»), a confronto della grande consociata nazionale di un gigante mondiale come Lufthansa, per il quale Lugano Agno appare essere poco più che una «grana» periferica.

Massima attenzione alle nuove prospettive ha espresso il consigliere nazionale Marco Romano, che è anche presidente dell’Aspasi (Associazione dei passeggeri aerei della Svizzera Italiana): «Tutte le possibilità di veder apparire e prosperare nuove iniziative concrete di servizio per coloro che desiderano arrivare a Lugano in aereo o partirne – che siano offerte dalle compagnie attualmente operanti o da società nuove a esse collegate o in concorrenza con loro – saranno benvenute e sostenute dall’Aspasi». Il caso ha voluto che ci telefonasse dal treno con il quale si stava recando a Berna. Una coincidenza non casuale?

«Qui non si tratta solo del tanto desiderato volo su Berna, ma di tutte quelle destinazioni che possano suscitare una domanda di trasporto regolare anche in piccoli numeri e con frequenze opportunamente commisurate. Un monomotore turboelica pressurizzato non porta più di 10-12 posti e i costi di gestione di una linea operata con macchine di questo genere può essere alla portata di imprese più piccole e agili delle compagnie aeree tradizionali. Sembra un mondo tutto nuovo da inventare; una nuova sfida appassionante per il nostro aeroporto. Senza dimenticare il fatto che un aereo di questo tipo viene prodotto proprio in Svizzera, il Pilatus PC-12».

Alla fabbrica di Stans la notizia era attesa da ben 10 anni: tanto a lungo è durato il divario fra le norme in vigore negli USA rispetto a quelle europee, che si sono finalmente allineate. Fanno sapere che già un paio di velivoli erano stati prenotati da una compagnia regionale francese e che le modifiche che è necessario apportare sono ridotte all’essenziale (indicazione delle uscite di sicurezza e del loro azionamento e maschere d’ossigeno). Il PC-12 ha la cabina pressurizzata per volare ad alta quota sopra le perturbazioni.

Esistono comunque altri tipo d’aereo proponibili e adattabili alle possibili rotte sulle quali aprire un servizio o integrarne uno già esistente. E stanno persino per apparire piccoli bimotori da 10-12 posti, con costi d’esercizio paragonabili a quelli dei monomotori e con possibilità d’operare in sicurezza anche da aeroporti più piccoli, come per esempio Locarno. Ciò che poi potrà essere offerto dalle nuove tecnologie motoristiche ibride turbo-elettriche lo vedremo fra 15-20 anni.

«Nel frattempo, l’aeroporto rimane la risorsa essenziale da difendere e sviluppare», afferma il CEO di Lugano Airport, Alessandro Sozzi. «Se mi dicono che fuori c’è un imprenditore che ha intenzione di aprire un nuovo collegamento su Lugano utilizzando dei turboelica monomotori, lo ascolto subito e molto volentieri. Avere “Lugano” scritto sul tabellone elettronico delle partenze negli aeroporti europei è il nostro primo obiettivo. E non vi è soltanto Berna da considerare, anche se con questi aerei normalmente non si opera su grandi distanze».

Nel frattempo, in attesa che gli imprenditori del settore si manifestino, basta tracciare un cerchio con centro su Lugano e raggio 500 chilometri su una cartina. Si vede subito che le scelte non mancano.

 

Corriere del Ticino

9.3.2017