Aeroporto di Lugano-Agno: urgono fiducia e stabilità!

L’ASPASI è sconcertata per il clima politico e mediatico creatosi attorno all’aeroporto. L’Associazione dei passeggeri aerei della Svizzera italiana ritiene fondamentale disporre anche in futuro di un aeroporto ticinese con voli di linea verso Zurigo e Ginevra. Essenziale è ritrovare al più presto la stabilità politica e la fiducia degli attori coinvolti; l’attuale clima è distruttivo. Il volo per Zurigo va garantito sul medio termine, mentre quello su Ginevra va ripristinato al più presto. L’impresa non è impossibile: alla luce degli esiti emersi dallo studio commissionato all’Università di San Gallo e dalle cifre di passeggeri che soli due anni fa l’aeroporto generava, la realtà dell’aeroporto è assolutamente sostenibile. Urge uscire dalla crisi valutando ogni scenario possibile, rispettivamente aprendo il campo a tutti gli attori realmente interessati.

L’ASPASI – che da oltre 30 anni difende gli interessi dei passeggeri dello scalo luganese e di conseguenza lo scalo medesimo – è convinta che con un approccio strutturato e coordinato tra tutti gli attori (pubblici e privati!), si possano trovare le soluzioni più opportune in tempi ragionevoli. Queste riguardano in prima linea il collegamento affidabile su Zurigo – che per le necessità dei passeggeri non potrà essere sostituito con treni diretti verso Kloten (per altro oggi un progetto di pura teoria delle FFS) – e il ripristino in tempi urgenti del volo sul Ginevra.

L’ASPASI ribadisce una volta ancora che l’attuale situazione venutasi a creare attorno all’aeroporto non è dovuta al disinteresse dei passeggeri e dunque ad un problema di domanda. Ancora nel 2016 sono stati quasi 180’000 (!) i passeggeri in transito da Lugano-Agno. Inoltre, solo pochi mesi fa, uno studio dell’Università di San Gallo ha evidenziato che la presenza di un aeroscalo in Ticino ha un impatto sul tessuto economico sia per quanto riguarda la creazione di occupazione – 1665 impieghi nel 2017 suddivisi fra posti di lavoro diretti, indiretti e indotti – sia per il valore aggiunto (195 milioni di franchi nel 2017 e quasi 2 miliardi nel periodo 2006-2018). Sempre gli autori della prestigiosa Università affermano che le attività aeroportuali generano un volume di ricchezza e lavoro che in caso di chiusura dell’infrastruttura si trasferirebbe oltralpe o all’estero. ASPASI deplora la situazione venutasi a creare; Marco Romano, Presidente dell’Associazione invita a “maggiore responsabilità nei confronti di chi utilizza l’aeroporto e di chi lavora con e per esso”.

Lo stesso studio afferma che l’aeroporto “svolge un ruolo cruciale nella rete della mobilità cantonale poiché offre un’alternativa al trasporto su rotaia importante per l’aviazione di affari, le conferenze di livello nazionale e internazionale, i grandi eventi, l’accesso di manodopera altamente qualificata e personale accademico o ricercatori, il turismo e, non da ultimo, quale base operativa per mercati di nicchia”.

Anche di fronte al rinnovato e importante supporto garantito dal Cantone, occorre al più presto ripristinare i collegamenti che solo pochi fa hanno dimostrato di raccogliere il forte interesse dei passeggeri. Attualmente la responsabilità è in mano pubblica: in palio, oltre alla competitività della Svizzera italiana, vi sono numerosi impieghi e la reputazione della piazza Luganese.